lunedì 19 ottobre 2009

Delibera di cartolarizzazione

Delibera di cartolarizzazione 

Torino, 19 Ottobre 2009

Cartolarizzazione: continua la svendita dei gioielli di famiglia Intervenendo sull’approvazione della delibera per la nascita della società di cartolarizzazione del Comune di Torino, il capogruppo della Lega Nord, Mario Carossa, e il consigliere del Carroccio Antonello Angeleri, hanno presentato ben 10 punti di criticità che emergono dal documento. Una debolezza strutturale e tecnica che ne mina l’efficacia.  


 
“Questa delibera è ambigua – ha ribadito Carossa – perché contiene moltissime informazioni lacunose e diverse dalla precedente versione. Lo stesso Comune dimostra di credere poco in questa dismissione di beni, tant’è vero che ha anche allungato in modo sospetto, addirittura fino al 2025, i tempi relativi alla durata della società per la vendita degli immobili. Altra curiosa difformità è che nella prima stesura si parlava di costituire una società di cartolarizzazione, ora si dice di appoggiarsi a una società unipersonale già esistente. In una situazione di grave emergenza economica come quella di oggi, aggravata dall’incapacità di questa Amministrazione a risolvere i problemi, affidarsi alla continua vendita degli immobili, vero patrimonio della città e della sua identità, senza una seria programmazione rasenta la follia. Noi ci opporremo in ogni modo a questo scempio”.  

 
“Sono vicino ai nove dirigenti che hanno firmato la delibera – ha aggiunto Angeleri – e che si sono visti stravolgere il documento dalle azzardate scelte politiche di questa Amministrazione. Dobbiamo renderci conto che questa Giunta sta indebitando il Comune a livelli mai visti, con pesantissime ripercussioni sulle future generazioni. E’ troppo semplice scaricare le responsabilità dei buchi di bilancio sugli amministratori che verranno dopo il 2011. E’ opportuno che si prenda atto della necessità di una maggiore responsabilità nelle decisioni, che tuteli davvero i torinesi invece di indebitarli fino al collo, dopo aver venduto i gioielli di famiglia”.

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