venerdì 23 ottobre 2009

Il Consiglio a cosa serve?

Il Consiglio a cosa serve? 

Torino, 23 Ottobre 2009

Richiesta di comunicazioni al presidente Castronovo;

Carossa (Lega Nord): “Se non dovessi ricevere risposte esaustive mi riserverò di presentare un esposto alla Corte dei conti”.  

 
Oggi pomeriggio il capogruppo della Lega Nord al Comune di Torino, Mario Carossa, ha presentato una richiesta di comunicazioni al Presidente del Consiglio comunale di Torino, Giuseppe Castronovo, in merito alla convocazione e allo svolgimento della V^ Commissione Consiliare Permanente che ha avuto luogo oggi venerdì 22 ottobre alle ore 9.  

 

“In sede di Conferenza dei Capigruppo svoltasi martedì 20 u.s. dopo una lunga e approfondita discussione – spiega il capogruppo del Carroccio in Sala rossa - si era deciso, con votazione a maggioranza, che oggi, in concomitanza con lo sciopero generale indetto dalle organizzazioni sindacali di base, non avessero luogo i lavori consiliari.

Non essendo d’accordo con questa sospensione dei lavori ho deciso di votare contro a tale proposta, ma mi sono attenuto a quanto deciso con voto di maggioranza”.
  

 

“Ritengo molto grave quindi – continua Carossa – quanto è avvenuto oggi; su insistenza del presidente della suddetta commissione si sono svolti ugualmente i lavori della stessa: gli uffici hanno aperto la sala, acceso le luci e hanno fatto firmare i consiglieri presenti ai quali andrà il gettone di presenza, nonostante fosse stato deciso diversamente. Con questa decisione la conferenza dei capigruppo, ma anche l’intero Consiglio, sono stati vergognosamente delegittimati; per questo motivo, nel caso in cui non riceverò risposte esaustive alla mia richiesta di comunicazioni, mi riserverò di presentare un esposto alla Corte dei conti”.
  

“A questo punto verrebbe da dire – chiosa Carossa – che, purtroppo, quello che è avvenuto oggi è in perfetta sintonia con quello che tempo addietro aveva ipotizzato il presidente Silvio Berlusconi, ossia che forse non è così importante avere i parlamentari (Consiglieri comunali), ma basta che ci siano un Presidente del Consiglio (Sindaco), i Ministri (Assessori) e gli uffici”.

lunedì 19 ottobre 2009

Delibera di cartolarizzazione

Delibera di cartolarizzazione 

Torino, 19 Ottobre 2009

Cartolarizzazione: continua la svendita dei gioielli di famiglia Intervenendo sull’approvazione della delibera per la nascita della società di cartolarizzazione del Comune di Torino, il capogruppo della Lega Nord, Mario Carossa, e il consigliere del Carroccio Antonello Angeleri, hanno presentato ben 10 punti di criticità che emergono dal documento. Una debolezza strutturale e tecnica che ne mina l’efficacia.  


 
“Questa delibera è ambigua – ha ribadito Carossa – perché contiene moltissime informazioni lacunose e diverse dalla precedente versione. Lo stesso Comune dimostra di credere poco in questa dismissione di beni, tant’è vero che ha anche allungato in modo sospetto, addirittura fino al 2025, i tempi relativi alla durata della società per la vendita degli immobili. Altra curiosa difformità è che nella prima stesura si parlava di costituire una società di cartolarizzazione, ora si dice di appoggiarsi a una società unipersonale già esistente. In una situazione di grave emergenza economica come quella di oggi, aggravata dall’incapacità di questa Amministrazione a risolvere i problemi, affidarsi alla continua vendita degli immobili, vero patrimonio della città e della sua identità, senza una seria programmazione rasenta la follia. Noi ci opporremo in ogni modo a questo scempio”.  

 
“Sono vicino ai nove dirigenti che hanno firmato la delibera – ha aggiunto Angeleri – e che si sono visti stravolgere il documento dalle azzardate scelte politiche di questa Amministrazione. Dobbiamo renderci conto che questa Giunta sta indebitando il Comune a livelli mai visti, con pesantissime ripercussioni sulle future generazioni. E’ troppo semplice scaricare le responsabilità dei buchi di bilancio sugli amministratori che verranno dopo il 2011. E’ opportuno che si prenda atto della necessità di una maggiore responsabilità nelle decisioni, che tuteli davvero i torinesi invece di indebitarli fino al collo, dopo aver venduto i gioielli di famiglia”.

Delibera di cartolarizzazione

Delibera di cartolarizzazione 

Torino, 19 Ottobre 2009

Cartolarizzazione: continua la svendita dei gioielli di famiglia Intervenendo sull’approvazione della delibera per la nascita della società di cartolarizzazione del Comune di Torino, il capogruppo della Lega Nord, Mario Carossa, e il consigliere del Carroccio Antonello Angeleri, hanno presentato ben 10 punti di criticità che emergono dal documento. Una debolezza strutturale e tecnica che ne mina l’efficacia.  


 
“Questa delibera è ambigua – ha ribadito Carossa – perché contiene moltissime informazioni lacunose e diverse dalla precedente versione. Lo stesso Comune dimostra di credere poco in questa dismissione di beni, tant’è vero che ha anche allungato in modo sospetto, addirittura fino al 2025, i tempi relativi alla durata della società per la vendita degli immobili. Altra curiosa difformità è che nella prima stesura si parlava di costituire una società di cartolarizzazione, ora si dice di appoggiarsi a una società unipersonale già esistente. In una situazione di grave emergenza economica come quella di oggi, aggravata dall’incapacità di questa Amministrazione a risolvere i problemi, affidarsi alla continua vendita degli immobili, vero patrimonio della città e della sua identità, senza una seria programmazione rasenta la follia. Noi ci opporremo in ogni modo a questo scempio”.  

 
“Sono vicino ai nove dirigenti che hanno firmato la delibera – ha aggiunto Angeleri – e che si sono visti stravolgere il documento dalle azzardate scelte politiche di questa Amministrazione. Dobbiamo renderci conto che questa Giunta sta indebitando il Comune a livelli mai visti, con pesantissime ripercussioni sulle future generazioni. E’ troppo semplice scaricare le responsabilità dei buchi di bilancio sugli amministratori che verranno dopo il 2011. E’ opportuno che si prenda atto della necessità di una maggiore responsabilità nelle decisioni, che tuteli davvero i torinesi invece di indebitarli fino al collo, dopo aver venduto i gioielli di famiglia”.